Le origini di questa razza sono sicuramente tra le più affascinanti e misteriose del mondo felino si narra infatti una leggenda secondo cui questi gatti, che all’origine vivevano assieme a dei monaci in un tempio dell’antica Birmania e avevano il mantello completamente bianco e gli occhi color oro, acquisirono occhi dal colore blu zaffiro, muso, zampe, coda e orecchie del colore della terra e guanti bianchissimi per mano della dea del tempio Tsun-Kyan-Kse. Questo avvenne dopo che un gruppo di predoni assalì il tempio ed uccise il più vecchio e saggio dei monaci. Il gatto Sinh allora salì sopra il corpo del povero monaco e guardò intensamente la statua della dea, a quel punto mutò il suo aspetto e dopo poco anche tutti gli altri gatti divennero come lui, i predoni spaventati fuggirono ed il tempio fu salvo.
Al di là di questa originale leggenda la storia più recente della razza è abbastanza controversa; il primo Sacro di Birmania presentato ad una mostra felina risale al 1920, era una femmina, si chiamava Poupèe de Madalpour e le sue origini sono ancora oggi dibattute. Dopo la seconda guerra mondiale la razza ha rischiato l’estinzione difatti nel libro delle origini francese risultava registrata una sola coppia dalla quale si è poi ricostituita la razza.